FAQ

FAQ OTTICA

Qui trovate una lista argomenti utili alla comprensione dei nostri prodotti Ottica
  • Schemi Collegamento Accessori ai Telescopi Sky-Watcher

    Qui di seguito potete trovare gli esplosi relativi ai tubi ottici Sky-Watcher rifrattori Evostar, Newtoniani e Maksutov-Cassegrain illustranti gli schemi di collegamento della gamma accessori Sky-Watcher. Per ulteriori informazioni contattare il supporto tecnico.

    Schema Maksutov-Cassegrain Sky-Watcher

    Newtoninai Sky-Watcher

    Rifrattori Sky-Watcher



  • Schema Collegamento Accessori a tubi ottici Schmidt-Cassegrain Celestron

    Volete completare la vostra dotazione e aggiungere al vostro tubo Schmidt-Cassegrain Celestron i numerosi accessori della gamma Celestron ma non sapete in che modo collegarli? Lo schema sottostante allora è la risposta a tutti i vostri dubbi.





  • Consigli Settaggio Wi-Fi Telescopi Celestron

    COME IMPOSTARE CORRETTAMENTE CONNESSIONI WIFI

    Può capitare, con i telescopi elencati o con i telescopi a cui è stato aggiunto il modulo WiFi SKYQLINK-2, che lo Smartphone o Tablet si disconnetta automaticamente dal telescopio senza che l’utente lo desideri. In generale questa eventualità si verifica a causa di una o più impostazioni non corrette della connessione Wi-Fi presenti sul dispositivo mobile. Ci sono infatti molte situazioni in cui un dispositivo Wi-Fi può trarre in inganno un utente che non ha impostato correttamente lo smartphone/tablet. Può anche capitare che i problemi derivino dall’uso delle funzionalità Wi-Fi in un ambiente affollato di segnali Wi-Fi (nei pressi di qualche hot spot o di molti dispositivi mobili presenti in uno spazio ristretto (ad esempio, uno star party o un raduno di persone)). In questo caso è opportuno non allontanare lo smartphone per più di qualche metro dal telescopio; nel caso sia indispensabile allontanarsi spesso è bene spegnere il Wi-Fi e utilizzare la pulsantiera Nexstar+ (se disponibile). Se si lascia che il telefono vada in standby spesso la connessione si interrompe, quindi è consigliabile impostare, nel telefono, un periodo molto lungo in cui il telefono resta acceso, senza usare comandi, prima di andare in stand-by; infatti, all’uscita dalla modalità stand-by il telefono tenta automaticamente (se la connessione è stata impostata per la riconnessione automatica) di ricollegarsi al router Wi-Fi più vicino e/o più potente. Ne consegue che se nei pressi del telefono c’è un router Wi-Fi più potente e/o più vicino (nonché “familiare”) si ricollegherà a questo router e non al telescopio. E’ anche possibile (e consigliabile) configurare il telescopio Evolution per instaurare una connessione esclusiva con il telefono e non al router di casa

    Vademecum per mantenere una connessione Wi-Fi stabile:

    1) Se il telescopio viene usato nel raggio d’azione del Wi-Fi di casa, l’utente deve “dimenticare” questa rete Wi-Fi casalinga (questo, spesso, risolve il problema).

    Impostazioni>WLAN>cliccare sulla rete WiFi domestica>selezionare “dimentica rete”.

    2) Usare (se l’utente non lo fa già) la APP originale SkyPortal oppure SkySafari.

    3) Nel caso di iOs, nelle impostazioni generali, nell’opzione “Background App Refresh” assicurarsi che l’applicazione SkyPortal (o SkySafari) sia selezionata come ATTIVO.

    4) Sia nel caso di IOs sia di Android assicurarsi che non sia attiva la modalità risparmio energetico.

    5) Nel caso di Android in “Impostazioni”, “Gestione Energetica”, scegliere la modalità Energetica “Prestazioni” o “Alte Prestazioni”.

    6) Nel caso di Android in “Impostazioni”, “WLAN”, “Impostazioni Avanzate” disabilitare l’opzione “Sospendi WLAN quando lo schermo è bloccato”.

    7) Nel caso di Android in “Impostazioni”, “WLAN”, “Impostazioni Avanzate” disabilitare l’opzione “Cambio intelligente WLAN”.

    8) Se l’utente ha installato su iOs una App che svolge le funzioni di Smart Wi-Fi allo scopo di spegnere/mettere in standby il Wi-Fi quando non viene usato di continuo, allo scopo di risparmiare batteria, questo può causare il problema. In questo caso va disabilitata/disinstallata questa App.

    Nel caso di alcuni smartphone/tablet con Android delle versioni più vecchie della “5.00” seguire questa procedura di impostazione:

    1) Aprire il menù “Impostazioni”.

    2) Selezionare e attivare il Wi-Fi.

    3) Collegarsi alla rete Wi-Fi a cui ci si vuole connettere (Celestron_XXX).

    4) Premere su i 3 puntini in alto a destra (accanto alla voce “AGGIUNGI RETE”) OPPURE (vedi punto 5)

    5) Premere sulla voce “Impostazioni Avanzate”.

    6) Portarsi sulla voce “Mantieni Wi-Fi attivo durante sospensione”.

    7) Si aprirà un ulteriore menù con le seguenti voci:

    • Sempre>>>> Wi-Fi SEMPRE ATTIVO;
    • Solo quando collegato>>>>Wi-Fi SEMPRE ATTIVO se è collegato ad un PC tramite USB o alla rete elettrica tramite l’alimentatore;
    • Mai (aumenta l’utilizzo dei dati)>>>Wi-Fi SPENTO SOLO IN SOSPENSIONE / STAND-BY.

    8) Selezionare “SEMPRE ATTIVO”.

  • Aggiornamento Firmware Pulsantiere Celestron Nexstar+

    L’esecuzione della qui presente procedura richiede praticità e confidenza con i sistemi informatici. Eventuali danni sia a livello hardware sia a livello firmware derivanti dall’errata esecuzione della qui presente procedura sono a rischio del Cliente. Il servizio di assistenza tecnica resta disponibile per ulteriori chiarimenti o per assistere passo passo il Cliente nell’esecuzione. Consulta la pagina “Supporto Tecnico” per ulteriori informazioni.


    Da prima di gennaio 2017 i telescopi computerizzati Celestron NexStar+, ad esclusione dei modelli LCM e SLT, venivano solitamente forniti di un cavo Seriale RS232 RJ45. Se il PC non dispone di porta seriale COM o DB9, ma solamente di porte seriali USB, allora è necessario l’utilizzo di un cavo convertitore seriale–USB. Auriga S.r.l. consiglia l’utilizzo del cavo Aten USB to RS-232 Adapter (35cm) UC232A testato e verificato per sistemi operativi Windows Vista, 7, 8.1, 10. Per poterlo utilizzare in seguito al collegamento è necessario installare i driver proprietari che trovate nella sezione “Support and Download” al seguente link.  Da inizio 2017 sono state invece rilasciate le nuove pulsantiere NexStar+ USB per cui è necessario disporre di un cavo dati USB con terminale mini-USB (non fornito).

    Scaricare il software “Celestron Firmware Manager”. Cliccare sul bottone sottostante per eseguire il download.

    Download CFM

    Estrarlo dalla cartella compressa in una nuova cartella. L’estrazione è essenziale, non è sufficiente aprire la cartella compressa ed avviare il programma, non funzionerebbe. Il file non richiede installazione. Assicurarsi poi di avere installato o eventualmente aggiornato “Java Runtime Engine”. Consultare il sito web proprietario per il download. Assicurarsi che il PC sia connesso a internet.

    Collegare al PC la pulsantiera e accendere la montatura. Aprire CFM dalla cartella in cui è stato estratto e attendere che il software concluda il download dei pacchetti di aggiornamento. Se non sussistono problemi a livello di hardware CFM dovrebbe rilevare il telescopio connesso. Se così invece fosse comparirà una finestra con dei consigli su come effettuare il collegamento. Nel menù in alto cliccare “NexStar+” e “Mount Types” e assicurarsi che sia spuntata l’opzione come rappresentato in figura. Confermare cliccando su “Select”.

    Nella finestra principale cliccare su “Update” ed attendere il messaggio di avvenuto aggiornamento. La procedura non richiede alcun intervento da parte dell’utente. Chiudere il programma e spegnere ed accendere la montatura. Il firmware della vostra pulsantiera sarà quindi aggiornato all’ultima versione disponibile.




  • Guide Collegamento Montature SynScan Sky-Watcher a PC e Cartes Du Ciel

    Avete sempre voluto controllare la vostra montatura  Sky-Watcher SynScancon il vostro PC, ma non sapete come fare? Magari volevate anche puntare gli oggetti celesti con un software planetario come Cartes du Ciel sempre sul vostro PC, ma non sapevate in che modo agire?

    Abbiamo la soluzione per voi. Queste due nuove guide passo passo vi aiuteranno nel realizzare i vostri desideri!

    Collegamento Montature a Cartes Du Ciel


    Collegamento a PC con protocollo ASCOM

  • Nozioni di Base sui Telescopi

    Le attività come l’astronomia, lo studio della natura e le osservazioni di eventi sportivi devono essere effettuate spesso a distanza. Per molte ragioni non possiamo avvicinarci a sufficienza ai soggetti per vederne i dettagli nel modo desiderato. I nostri occhi sono strumenti per uso generale e la loro risoluzione è bassa, la loro capacità di ingrandire è minima e la loro capacità di raccogliere la luce è limitata. Dobbiamo quindi usare strumenti ottici come i telescopi o i binocoli per aumentare la nostra capacità visiva. Un telescopio è uno strumento ottico che permette di avvicinare gli oggetti distanti. Inquadra una piccola area visiva, un campo, e quindi la ingrandisce in modo tale che gli oggetti distanti sembrino più grandi. I raggi luminosi paralleli che entrano in un telescopio vengono messi a fuoco in un singolo punto, chiamato fuoco o punto focale. Questi raggi focalizzati vengono quindi ingranditi per mezzo di una lente molto potente, o più comunemente da un gruppo di lenti, chiamata oculare, per fornire immagini ingrandite degli oggetti distanti. L’oculare agisce in un modo opposto rispetto all’obiettivo del telescopio, prendendo i raggi luminosi focalizzati ed inviandoli all’occhio.

  • Telescopio Rifrattore

    Ci sono tre metodi di base per portare i raggi luminosi sul punto focale. Il metodo più antico utilizzato dai costruttori di telescopi fu quello di piegare i raggi di luce facendoli passare attraverso uno o più blocchi di vetro dotati di superfici curve e lucidate. Questo metodo produce un tipo di telescopio chiamato rifrattore. I rifrattori hanno svariati vantaggi rispetto agli altri schemi ottici.
    Sono “chiusi” e quindi non consentono l’ingresso della polvere e dell’umidità nel tubo ottico. Hanno ottiche fisse che non richiedono di essere collimate periodicamente, il che significa che le ottiche non devono essere allineate dall’osservatore. Non hanno un’ostruzione centrale che riduce l’ingresso di luce nel tubo e provoca una alterazione della figura di diffrazione.

    Quelle che si ottengono sono immagini ad alto contrasto e ad alta risoluzione che sono considerate ideali per le osservazioni planetarie. Un problema che si ha con i rifrattori è che, siccome la luce è formata da raggi di molte lunghezze d’onda, quando queste passano attraverso il vetro vengono deviate con angoli differenti, causando la formazione di falsi colori attorno agli oggetti luminosi.
    ​Questo deve essere controbilanciato usando lenti addizionali e vetri speciali. Siccome è necessario dare forma in modo molto preciso, lucidare e rivestire con trattamenti ottici almeno quattro superfici ottiche per ogni obiettivo, sono più costosi da produrre di qualsiasi altro schema ottico.

    I rifrattori sono caratterizzati da un elevato contrasto e incisione, il che li rende perfetti per l’osservazione di oggetti luminosi e contrastati, come la Luna e i Pianeti. I rifrattori commerciali non possiedono diametri molto elevati (al massimo 150mm), perciò non sono molto adatti all’osservazione degli oggetti deboli del cielo profondo come nebulose o galassie. Sono comunque osservabili gli oggetti più luminosi come quelli del catalogo Messier.

  • Riflettore Newton

    Il secondo metodo per focalizzare la luce consiste nel riflettere i raggi sulla superficie di uno specchio curvo, producendo un tipo di telescopio chiamato riflettore. Il riflettore più comune usato al giorno d’oggi si chiama telescopio Newtoniano perché il suo progetto fu inventato dal famoso Isaac Newton. L’obiettivo a specchio di un telescopio viene realizzato rivestendo la superficie concava di un disco di vetro con un materiale riflettente.

    I raggi di luce che entrano nel telescopio vengono riflessi dallo specchio e siccome non attraversano il vetro non producono falsi colori. La superficie dello specchio di un riflettore con lunga focale può essere lavorata a forma di calotta sferica. Questo tip o di superficie ottica funziona bene con i piccoli riflettori e quelli con rapporto focale pari o superiore a f/9.
    Tuttavia, con i riflettori più grandi e con quelli con rapporto focale pari o inferiore a f/8, questi specchi sferici non portano tutti i raggi luminosi a coincidere nello stesso punto focale. I raggi provenienti dalla regione periferica dello specchio vengono focalizzati in un punto differente rispetto ai raggi provenienti dal centro, dando luogo ad una immagine che manca di contrasto a causa della aberrazione sferica.

    Per correggere questo difetto, le superfici degli specchi vengono lavorate durante la lucidatura fino a generare una forma parabolica, che permette di portare tutti raggi di luce nello stesso punto focale. Siccome i raggi di luce vengono riflessi all’indietro nel tubo ottico dallo specchio principale, devono essere deviati per poter essere osservati.

    Per fare questo si impiega un piccolo specchio secondario, che possiede una superficie piana, che viene montato a un angolo di 45 gradi e fissato al centro del tubo per riflettere i raggi verso il punto focale. Lo specchio secondario di solito possiede una forma ovale, perché presenti una forma circolare quando viene osservato a un angolo di 45 gradi. Lo specchio secondario genera un’ostruzione, che provoca un limitato effetto negativo nelle immagini.
    Modifica la figura di diffrazione, che può provocare una piccola perdita di contrasto, e riduce la quantità totale di luce che raggiunge il punto focale. Tuttavia, l’ostruzione non è visibile nell’immagine a fuoco visibile nell’oculare. Siccome l’oculare è vicino alla parte anteriore del tubo, i riflettori possono essere montati più in basso, vicini al terreno, con il vantaggio di una maggiore comodità di osservazione e una maggiore stabilità. Bisogna poi dare la giusta forma, lucidare e trattare otticamente solo due superfici ottiche, che oltretutto possono essere testate separatamente.

    Questo rende le ottiche di un riflettore meno costose da produrre rispetto ad ogni altro disegno ottico. Gli aspetti negativi di un telescopio riflettore Newtoniano sono che ha generalmente un tubo lungo, che quando vienemontato su una montatura equatoriale alla tedesca può essere più soggetto a vibrare sotto l’azione del vento rispetto agli schemi ottici più corti. Inoltre va tenuto presente che la collimazione di entrambi gli specchi è parte della normale manutenzione dei riflettori.

    I Newtoniani in commercio hanno una buona apertura (partono solitamente dai 114mm) e quindi luminosità, il che li rende perfetti per osservare oggetti deboli come nebulose, galassie e ammassi stellari. Il loro basso contrasto invece non permette di avere colori brillanti o immagini ad elevata incisione su oggetti come Luna e Pianeti, come avviene invece per i rifrattori.

  • Riflettore Catadiottrico Cassegrain

    Un terzo gruppo di telescopi, chiamati Catadiottrici Cassegrain, sono ibridi dei due schemi descritti in precedenza.I telescopi Cassegrain utilizzano una combinazione di specchi e lenti per manipolare e focalizzare i raggi luminosi. Esempi di questi strumenti sono gli Schmidt-Cassegrain e i Maksutov-Cassegrain. I telescopi Schmidt-Cassegrain utilizzano una sottile lastra correttrice di vetro di forma asferica, che è una lente a cui viene data una forma speciale, adattata alla forma dello specchio primario, per correggerne l’aberrazione sferica.

    I raggi di luce parallela entrano nel telescopio attraverso la lastra correttrice e quindi vengono riflessi dallo specchio primario verso uno specchio secondario convesso che è montato all’interno del punto focale e concentrico con la lastra correttrice.Lo specchio secondario riflette i raggidi luce all’indietro nel tubo e attraverso un foro al centro dello specchio primario. L’oculare può essere posizionato direttamente dietro allo specchio primario oppure può essere usato un diagonale per cambiare l’angolo di osservazione delle immagini. La messa a fuoco può essere ottenuta muovendo lo specchio primario oppure muovendo l’oculare.I telescopi Maksutov-Cassegrain sono simili agli Schmidt-Cassegrain.
    Anch’essi hanno una lente per correggere l’aberrazione sferica, ma usano una lente a forma di menisco di elevato spessore invece della lente di Schmidt. La luce entra attraverso la superficie concava della lente correttrice e lo specchio primario la riflette all’indietro nel tubo verso lo specchio secondario, che spesso è costituito da una zona circolare metallizzata al centro della superficie convessa della lente correttrice. Come nel caso dello Schmidt-Cassegrain, i raggi luminosi vengono poi riflessi attraverso un foro al centro dello specchio primario, per raggiungereinfine l’oculare.

    Questo disegno ottico è più facile da produrre rispetto allo Schmidt-Cassegrain ma lo spessore più elevato della lente correttrice lo rende più pesante. Il telescopio Maksutov- Cassegrain fu progettato attorno al 1940 da svariati inventori in diverse varianti leggermente diverse tra loro. I telescopi Maksutov-Cassegrain più commerciali oggi disponibili possiedono schemi ottici simili. Il principale vantaggio di questo disegno ottico è che, siccome il percorso dei raggi luminosi è piegato all’indietro su se stesso, fornisce un telescopio molto compatto e facilmente trasportabile con una lunga focale.I telescopi Schmidt-Cassegrain vengono definiti “tuttofare”, in quanto vanno bene un po’ in tutti i campi: osservazione planetaria e deep-sky, fotografia planetaria ad alta risoluzione, fotografia cielo profondo a lunga posa.I Maksutov-Cassegrain sono strumenti altamente indicati soprattutto per osservazione di Pianeti, Luna e stelle doppie. Il loro basso rapporto focale (luminosità), li porta ad essere meno adatti al profondo cielo, soprattutto se con diametri piccoli.

  • Caratteristiche del Telescopio

    DIAMETRO

    L’apertura libera di un telescopio è il diametro dell’obiettivo a lenti o a specchio espressa in millimetri o in pollici. Più grande è l’apertura, più luce viene raccolta e più luminosa (e migliore) sarà l’immagine. All’aumentare dell’apertura aumentano i dettagli visibili e la nitidezza dell’immagine.

    LUNGHEZZA FOCALE

    Questa è la distanza (di solito espressa in millimetri) di un sistema ottico dalla lente (o specchio primario) al punto dove si forma il fuoco del telescopio (punto focale). Maggiore è la lunghezza focale del telescopio, più elevati sono gli ingrandimenti di cui è capace, quindi l’immagine sarà più grande e il campo inquadrato più piccolo.

    RAPPORTO FOCALE

    E’ il rapporto tra la lunghezza focale del telescopio e la sua apertura. Per esempio, il rapporto focale f/ di un telescopio da 200mm di apertura e 1000 mm di lunghezza focale è pari a: 1000/200 = f/5. I telescopi con rapporti focali compresi tra f/4 ed f/6 sono considerati “luminosi” o “veloci”. Essi offrono ingrandimenti più bassi e inquadrano campi più estesi rispetto a sistemi meno luminosi, come quelli compresi tra f/8 ed f/15.

    INGRANDIMENTO

    L’equivoco più comune riguardante i telescopi è che essi vadano classificati in base alla loro potenza di ingrandimento. In realtà essi devono essere valutati in base alla loro apertura ovvero alla loro capacità di raccogliere luce. L’apertura di un telescopio è di gran lunga più importante dell’ingrandimento, perché essa determina la capacità di un telescopio di mostrare i dettagli di oggetti piccoli, deboli o distanti.

    INGRANDIMENTO MASSIMO

    Quando state osservando un oggetto astronomico, state guardando attraverso una colonna di aria che giunge fino allo spazio, e questa colonna resta raramente ferma. Allo stesso modo, quando fate osservazioni terrestri, molto spesso osservate attraverso onde di aria calda che si irradia dal terreno, dalle case, gli edifici, ecc… Una buona regola mentale per calcolare gli ingrandimenti massimi utilizzabili con un telescopio è di DUE VOLTE IL DIAMETRO in mm in caso di atmosfera calma.Per esempio un telescopio di 114mm di apertura potrà raggiungere in condizioni ideali 2 x 114 = 228 ingrandimenti.In alcuni casi, quando la turbolenza è elevata, tale valore sarà eccessivo, in quanto ingrandiremo anche la turbolenza. Sarà quindi consigliabile usare ingrandimenti inferiori. Valori di 3x per millimetro o più si possono raggiungere in condizioni “ideali”, ma queste condizioni sono generalmente piuttosto rare. L’ingrandimento massimo si ottiene utilizzando oculari da soli o accoppiati a lenti di barlow (vedere sezione accessori per approfondimenti).La risoluzione finale che un telescopio astronomico può raggiungere dipende dalla quantità di luce che esso può catturare.
    ​Quanto maggiore è l’apertura, tanto maggiore è la risoluzione e quindi tanto migliore è l’immagine.Tuttavia, ci sono momenti in cui l’atmosfera terrestre è così agitata che un telescopio di apertura più piccola offrirà risultati migliori perché vede meno zone turbolente. Le condizioni del cielo sono generalmente definite da due caratteristiche atmosferiche: una è il seeing, che si riferisce alla tranquillità dell’aria, e l’altra è la trasparenza, che si riferisce alla purezza dell’aria e che dipende dalla quantità di vapore acqueo e di polvere presenti nell’atmosfera.

  • Accessori

    Il parco accessori di uno strumento appena acquistato è solitamente limitato. Per potere godere appieno delle sue potenzialità sarà necessario scegliere i corretti accessori che lo renderanno completo in base a quello per cui lo dovremo utilizzare.

  • Oculari

    L’oculare è un accessorio composto da diversi gruppi di lenti che si applica sul fuocheggiatore del telescopio. Il suo scopo è quello di mettere a fuoco l’immagine ed ingrandirla, cioè di permettere di osservarla tramite il telescopio (che senza un oculare non funzionerebbe). Le caratteristiche di un oculare sono principalmente tre: Focale, Diametro del barilotto, Schema ottico. La FOCALE dell’oculare è la caratteristica che determinerà l’INGRANDIMENTO ottenuto dal telescopio.

    Per capire la focale di un oculare basta osservare il numero stampigliato sul corpo dell’oculare stesso, ed è espressa in mm, come per il telescopio.
    Per calcolare l’ingrandimento si usa la formula INGRANDIMENTO = FOCALE TELESCOPIO : FOCALE OCULAREE’ facile intuire che minore è la focale dell’oculare, maggiori saranno gli ingrandimenti.

    Ad esempio un telescopio 114/1000 (114 diametro, 1000 focale) a cui accoppio un oculare da 10mm, darà un ingrandimento pari a 1000:10 = 100x. Vuol dire che l’oggetto sarà 100 volte più grande che a occhio nudo (o 100 volte più vicino). Lo stesso strumento con un oculare da 5mm darà un ingrandimento di 1000 :5 = 200xIl DIAMETRO del barilotto può essere di due tipi: 31,8mm (1,25″) o 50,8mm (2″).
     telescopi amatoriali e per neofiti hanno quasi tutti diametro standard da 31,8mm. Il diametro maggiore è utilizzato solamente per oculari a grandissimo campo visivo e corta focale.

    Lo SCHEMA OTTICO di un oculare identifica sia la qualità che il campo visivo che si può ottenere. Gli oculari più comuni che di solito sono in dotazione con gli strumenti amatoriali sono di tipo Plossl (4 elementi, 46-50° di campo) o Super Plossl (5 elementi), come gli oculari Celestron OMNI. Oculari più costosi possono arrivare a 7-8 elementi e campi apparenti fino a 82°, come i Celestron LUMINOS.

    Il campo apparente è in pratica la dimensione angolare del cerchio dell’immagine che vedo nell’oculare. Più campo ho, più avrò la sensazione di essere immerso nell’immagine (è come avere un televisore da 17″ e uno da 40″ !).E’ buona norma quando si sceglie un oculare, tenere sempre in considerazione l’ingrandimento massimo supportato dallo strumento e non superarlo.

  • Lenti di Barlow

    La Lente di Barlow è un utile accessorio che permette di moltiplicare la focale del telescopio e quindi moltiplicare anche l’ingrandimento ottenuto con un certo oculare. La lente di Barlow si posiziona prima dell’oculare. Le barlow più comuni sono quelle 2x come la Celestron Omni o la X-Cel LX, ma esistono anche da 3x e 2,5x, come la barlow Luminos 2,5x a 5 elementi apocromatica e aplanatica.

    La domanda frequente è: meglio usare un oculare con ingrandimenti spinti o una Barlow accoppiata ad un oculare con meno ingrandimenti?Chiaramente se la Barlow è di scarsa qualità la visione sarà nettamente superiore con un buon oculare ad elevati ingrandimenti. Barlow di buona qualità permettono invece di avere ottimi risultati e poca perdita di luminosità rispetto all’utilizzo del singolo oculare.

  • Filtri

    I filtri sono un altro accessorio che permette in diversi casi di migliorare le osservazioni sia planetarie che deep-sky. Esistono essenzialmente due categorie di filtri: per Luna e Pianeti, per Profondo Cielo.

    I primi si utilizzano per contrastare i dettagli della superficie o dell’atmosfera dei pianeti o per ridurre la luminosità della Luna con strumenti di grande diametro quando è nelle sue fasi massime.I filtri per il cielo profondo invece servono per contrastare le luci parassite dovute all’inquinamento luminoso di lampioni e luci cittadine, facendo risaltare gli oggetti del cielo profondo quali le nebulose.Esistono filtri a banda media meno selettivi (Filtri UHC) adatti a strumenti di medio diametro, oppure filtri a banda stretta come l ‘O-III (Ossigeno III) che contrasta ancora di più le nebulose che emettono nell’ossigeno, ma che richiedono strumenti con diametro maggiore. Come per gli oculari, i filtri hanno diametro 31,8mm o 50,8mm, e si avvitano direttamente davanti all’oculare stesso.

  • Accessori Elettrici ed Elettronici

    I telescopi computerizzati di nuova generazione hanno la possibilità di avere diversi accessori utili per migliorarne le prestazioni.

    POWERTANK

    Le Celestron Powertank sono delle batterie da campo con torcia elettrica integrata utilissime per poter utilizzare qualsiasi strumento dotato di montatura computerizzata senza bisogno di fonti di alimentazione da rete elettrica nelle vicinanze. Una volta usate si ricaricano facilmente in poche ore tramite presa elettrica.

    CAVO COLLEGAMENTO PC

    Si utilizza per collegare le montature computerizzate dei telescopi al PC per permettere di comandare lo strumento direttamente da software astronomici dedicati installati su di esso. Il cavo serve inoltre per effettuare aggiornamenti del firmware della pulsantiera del telescopio. Il cavo termina con uscita seriale (RS-232), sui nuovi computer è quindi necessario un convertitore USB-SERIALE.